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  • Gabriele Trombini

Street Photography and Privacy

Aggiornato il: feb 29


Since Street Photography is one of my favorite photographic genres, what happened a few days ago about the launch of the new Fujifilm X100V caught my attention.

Basically, during the presentation of the X100V a promotional video was projected where the street photographer Tatsuo Suzuki, at the following link you can see an overview of his works,


Essendo la Street Photography un genere fotografico tra i miei preferiti, ha destato la mia attenzione quello che è successo pochi giorni fa a proposito del lancio della nuova Fujifilm X100V.

In sostanza, durante la presentazione della X100V è stato proiettato un video promo dove il fotografo di street Tatsuo Suzuki, al seguente link potete vedere una panoramica dei suoi lavori,


https://www.google.com/search?q=Tatsuo+Suzuki&sxsrf=ALeKk01e-mg_0R_XeSy1fntHiasWvpNDig:1582837713756&tbm=isch&source=iu&ictx=1&fir=LLxgipphQ2iUPM%253A%252Cfo8bRFSDp7eX_M%252C_&vet=1&usg=AI4_-kSuLyYPrScRCKMjwNWfRqvaEEZc-g&sa=X&ved=2ahUKEwj3kan90fLnAhXkWxUIHTFoBk0Q9QEwC3oECAkQBA


he described the new Japanese camera and mingled with the crowd to use it. A use deemed too "stealthy" and therefore criticized by many, so much so that Fujifilm decided to remove the video from its site.

Suzuki's approach, linked for years to Fujifilm, is now known, just look carefully at his images to understand that his portraits are literally "stolen". This brings to the attention the age-old problem of street photography: when is it too invasive and affects privacy?


descriveva la nuova fotocamera giapponese e si mischiava tra la folla per utilizzarla. Un utilizzo giudicato troppo “furtivo” e quindi da molti criticato, tanto che Fujifilm ha deciso di rimuovere il video dal suo sito.

L’approccio di Suzuki, da anni legato a Fujifilm, è ormai conosciuto, basta guardare con attenzione le sue immagini per capire che i suoi ritratti sono letteralmente “rubati”. Questo porta all'attenzione l’annoso problema della street photography: quando è troppo invasiva e lede la privacy?


The topic is very complex and varies from country to country. In Italy the law puts many stakes. In a nutshell, there are no limits to photographing, except in forbidden areas, military areas, etc., but there are limits in publishing the photographs if in the representation of recognizable people there is no resolution.

For those interested in investigating the matter, go to the link below:


L'argomento è molto complesso e varia da nazione a nazione. In Italia la legge mette molti paletti. In poche parole, non ci sono limiti a fotografare, a parte nelle aree proibite, zone militari ecc, ma i limiti ci sono nel pubblicare le fotografie se nel rappresentare delle persone riconoscibili non si ha la delibera.

Per chi è interessato ad approfondire la questione può andare al link che trova qui sotto:


https://www.fotocomefare.com/street-photography-e-privacy-un-bel-guazzabuglio-allitaliana/


Maybe that movie was not to be published by Fujifilm as it had a purely promotional and commercial character.

I personally don't like the style of Tatso Suzuki. It is light years away from that vein of French humanistic photography from which street photography has drawn a lot. It lacks irony, pathos and any lyric. However, in the end I think that if the dignity of people is not harmed, if you are not looking for a morbid taste for the other understood as different, everything is lawful and expressiveness must be left free. Faced with this cultural concept, a judge can hardly condemn the photographer.

On the other hand, a photographer not very well known but that I like very much, Augusto Cantamessa, said: "the stealing of images is legitimate in art, as information, on the other hand, photography is only a bargaining chip"


Forse quel filmato non doveva essere pubblicato da Fujifilm in quanto aveva un carattere prettamente promozionale e commerciale.

Personalmente non mi piace lo stile di Tatso Suzuki. E' distante anni luce da quel filone della fotografia umanistica francese dalla quale ha attinto molto la street photography. Manca di ironia, di pathos e di qualsiasi lirica. Comunque, alla fine penso che se non è lesa la dignità delle persone, se non si è alla ricerca di un gusto morboso per l'altro inteso come diverso, tutto sia lecito e l'espressività debba essere lasciata libera. Di fronte a questo concetto culturale, difficilmente un giudice può condannare il fotografo.

D'altronde, un fotografo non molto conosciuto ma che a me piace molto, Augusto Cantamessa, disse: "il furto di immagini è legittimo nell'arte. Come informazione invece, la fotografia è solo merce di scambio"



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